
C’è una storia bella a margine della 42esima edizione dell’Half Marathon Firenze organizzata da Uisp andata in scena lo sorso 29 marzo. E’ quella di Ivana Crescini: studentessa di medicina all’Università di Firenze e maratoneta. “Dopo averla raccontata all’assessora allo sport Letizia Perini - – esordisce Ivana - ci tengo a raccontare la mia storia alla UISP, realtà attenta al valore sociale dello sport”.
“Il mio legame con la corsa nasce da un percorso di riscatto: dopo un passato difficile segnato dalla tossicodipendenza (per varie ragioni: mamma ugandese, babbo italiano, difficoltà a trovare un ruolo e un’identità all’interno della società), è stata proprio la passione sportiva a permettermi di riprendere in mano la mia vita e raggiungere i miei piccoli traguardi. Sento che questa scoperta non deve restare un fatto privato. Vorrei poter offrire la mia testimonianza all'interno delle vostre attività o progetti, con l'obiettivo di trasmettere un messaggio di speranza: lo sport non è solo prestazione, ma un potente strumento di salvezza e rinascita”.
Questa la premessa che è già una conclusione di per se. Ma la conclusione è anche sportiva. Ivana partecipa all’Half Marathon Firenze, si gode il bagno di folla attraversando in corsa le vie di Firenze e mentre gli speaker accolgono i primi, realizzano le interviste ai migliori atleti di giornata, poco dopo al traguardo di piazza Santa Croce arriva Ivana, accolta dai familiari, al 14esimo posto assoluto tra le donne, con un riscontro cronometrico di tutto rilievo, un tempo con il quale a volte si possono anche vincere a livello femminile delle mezze maratone magari non di primissima fascia: 1 ora 29’39”, poco più di 8 minuti in più della vincitrice Andreea Lucaci.
“Sono Ivana – si presenta l’atleta classe 1996, tesserata per l’Unione Polisportiva Policiano, rispondendo alle nostre domande - e ho avuto un trascorso di vita difficile, segnato dalla tossicodipendenza, da una tossicodipendenza durata anni, dall'alcolismo e da una lunga ricerca di identità, perché io amo dire che sono la figlia di due cuori, perché la mia mamma è ugandese e il mio babbo italiano, però inizialmente non sono riuscita a trovare un posto dove sentirmi veramente a mio agio e ho vissuto tanti anni incapace di riconoscermi, incapace di trovare un ruolo, un senso e sono caduta nel baratro delle dipendenze e ho affrontato un percorso di recupero in comunità. E la comunità è stata importante perché è stato il primo passo per tornare a respirare e tornare a credere in me stessa; però la svolta è stata la scoperta della corsa grazie alla mia allenatrice Fausta Borghini con cui sono tuttora in contatto perché per me la corsa non è solo uno sport: è il modo con cui riesco a trasformare il dolore in qualcosa che abbia senso, in una direzione… E oggi corro maratone, ho corso cinque maratone, sono all'alba della mia sesta maratona e la corsa mi ha dato tutto: ascolto, disciplina e la possibilità di rinascere ogni giorno. Mi ha salvato la vita, io lo devo gridare, lo devo urlare che la corsa mi ha salvato la vita! Perché poi da questa passione sono riuscita a rimettermi in gioco, a riprendere gli studi per entrare a medicina. E ho corso la scorsa settimana l'Half Marathon Firenze, e ogni chilometro in questa città così bella è stato un atto di gratitudine… E io corro per dimostrare che comunque una trasformazione è possibile, e che le nostre fragilità possono diventare forza… Io voglio fare in modo che questa testimonianza su quanto lo sport abbia inciso sulla mia rinascita arrivi a quante più persone possibile. Non è un atto di esibizionismo, è una responsabilità che sento perché questa trasformazione che ho vissuto non può restare mia. E se questo racconto può aiutare anche una sola persona a credere che è possibile un'altra vita, io ho il dovere di dirlo! Lo sport è questo, lo sport è amore, è passione, è la capacità di ascolto e si può cadere ma ci si rialza e questa è la strada che voglio condividere”.
E dopo questo… Non c’è bisogno di aggiungere altro…
Magari, sì, un’altra cosa si può aggiungere: sabato prossimo a cura di Uisp si corre Vivicittà Porte Aperte, all’interno della Casa Circondariale Gozzini di Firenze, e magari, chissà, se un’altra storia di corsa e “riscatto”, un giorno, dopo questo avvenimento, magari si potrà scrivere… 




(scritto da comunicazione Uisp Firenze - carlo carotenuto)
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